Accordature aperte e sound da saloon, poi arriva lo stoner e incominciano i guai. L’idea nasce tra le dune di Maspalomas, nell’isola di Gran Canaria. Come i The Apulian Blues Fondation (Giovanni, Vanni e Giuseppe) raccontano nella loro biografia “È in questo luogo che le radici del rock ‘n roll hanno attecchito nelle lente sabbie del deserto africano. L’incontenibile anima dell’Africa, culla dei ritmi, delle culture e dell’umanità stessa, che ha concesso al mondo occidentale le origini del Blues, straripa dai suoi confini verso il Sud Italia, dove The Apulian Blues Foundation ne assimila e rivomita gli istinti più primordiali, misti alla bile della musica bianca. Così il blues del Delta rincontra il sound monolitico delle terre desertiche e aride pugliesi, dando vita al Delta-Stoner”. A fine 2015 è uscito il primo ep Vol.1 registrato da Andrea Dinapoli, molto capace quest’ultimo a rendere visibile il background del power-trio barese, perfino nella ballad Devil Got My Woman si rimane ben saldi al Ghibli, senza mai perdere la vipera e il suo veleno, che ad ogni rintocco di basso ne esalta la voce. Le chitarre, a differenza dello stoner più classico, arieggiano tra accordi aperti e slide. Una miscela che probabilmente ritroveremo spesso anche nel futuro della band che ho intervistato qualche giorno fa;


The Apulian Blues Foundation sono usciti da pochissimo con il loro primo ep, il nome di quest'ultimo "Vol 1" è presagio di qualcosa di più grande in arrivo o sbaglio?!


Non sbagli! Il repertorio si aggiorna ed espande di continuo. Abbiamo già materiale per un secondo ep, e accarezziamo l’idea di un full lenght appena i tempi saranno maturi.


In giro di realtà Delta Stoner non ce ne sono tante, tra deserto e Mississippi quali sono le influenze che vi hanno portato ad unire questi due mondi?


Guarda, l’idea di base nasce da un’unica domanda: che accadrebbe se Blind Willie Johnson incontrasse gli Electric Wizard? Noi crediamo che dopo qualche istante passato a guardarsi in cagnesco, avrebbero imbracciato gli strumenti.


Il vostro nome mette subito in chiaro le vostre origini geografiche, siete orgogliosi della vostra terra?


Ci puoi giurare! La Puglia è uno dei migliori Sud del mondo! I pugliesi hanno la commistione delle culture nel sangue. L’ultimo scoglio d’Europa, che guarda all’Africa e a Levante…


Vi sentite a vostro agio nel panorama italiano? Seguite la scena? C'è qualcuno che vi piace particolarmente?


Ci stiamo ancora facendo le ossa, ma ciò che ci fa sentire a nostro agio è proprio che la scena c’è ed è viva. Solo da noi sono innumerevoli i gruppi che dicono la loro su piano nazionale e internazionale e in diversi generi, ad esempio Watthafuck!?, Banana Mayor, Back Jumper, The Moregunfield, Atwa Trio, Skingarov, Angelo Sava Folgore, Stip ‘ca Groove, La Confraternità del Purgatorio, Uncle Jungle, Madre de Dios, Bob Cillo, Angela Esmeralda&Sebastiano Lillo, The Whip Hand, Vinterblot, Cancrena, Human Slaughterhouse, Assaulter, The Ossuary, Natron…solo per citarne alcuni.


La musica live anno dopo anno si assottiglia sempre di più, solo pochi nomi riescono a fare veri e propri tour, con la fascia medio/bassa ferma al palo. Quanto si rischia una estinzione dei concerti negli anni futuri?!


Malgrado le difficoltà che si possono incontrare, c’è davvero tanta gente che si dà da fare per smuovere le cose, che si organizza per staccarsi dal palo. Realtà che non solo promuovono la musica del territorio, ma che s’impegnano anche a portare qui tanti artisti da tutt’Italia e dall’estero. Due per tutte, Tigersuit Events e A Desert Odyssey.


I talent show sono la morte della musica?


Sì. Pensiamo che i talent show rappresentino un’idea della musica calata dall’alto per soddisfare canoni che sono prettamente commerciali. Siamo invece convinti che la musica debba nascere dal basso.


Immaginate un tour infinito, portate in viaggio con voi un libro, disco e sogno da voler realizzare.


Come libro La Terra del Blues, di Alan Lomax, come disco Welcome To Sky Valley – Kyuss, e come sogno.. di tornare in attivo!


Angelo Sava
febbraio, 2016

Accordature aperte e sound da saloon, poi arriva lo stoner e incominciano i guai. L’idea nasce tra le dune di Maspalomas, nell’isola di Gran Canaria. Come i The Apulian Blues Fondation (Giovanni, Vanni e Giuseppe) raccontano nella loro biografia “È in questo luogo che le radici del rock ‘n roll hanno attecchito nelle lente sabbie del deserto africano. L’incontenibile anima dell’Africa, culla dei ritmi, delle culture e dell’umanità stessa, che ha concesso al mondo occidentale le origini del Blues, straripa dai suoi confini verso il Sud Italia, dove The Apulian Blues Foundation ne assimila e rivomita gli istinti più primordiali, misti alla bile della musica bianca. Così il blues del Delta rincontra il sound monolitico delle terre desertiche e aride pugliesi, dando vita al Delta-Stoner”. A fine 2015 è uscito il primo ep Vol.1 registrato da Andrea Dinapoli, molto capace quest’ultimo a rendere visibile il background del power-trio barese, perfino nella ballad Devil Got My Woman si rimane ben saldi al Ghibli, senza mai perdere la vipera e il suo veleno, che ad ogni rintocco di basso ne esalta la voce. Le chitarre, a differenza dello stoner più classico, arieggiano tra accordi aperti e slide. Una miscela che probabilmente ritroveremo spesso anche nel futuro della band che ho intervistato qualche giorno fa;

The Apulian Blues Foundation sono usciti da pochissimo con il loro primo ep, il nome di quest'ultimo "Vol 1" è presagio di qualcosa di più grande in arrivo o sbaglio?!

Non sbagli! Il repertorio si aggiorna ed espande di continuo. Abbiamo già materiale per un secondo ep, e accarezziamo l’idea di un full lenght appena i tempi saranno maturi.

In giro di realtà Delta Stoner non ce ne sono tante, tra deserto e Mississippi quali sono le influenze che vi hanno portato ad unire questi due mondi?

Guarda, l’idea di base nasce da un’unica domanda: che accadrebbe se Blind Willie Johnson incontrasse gli Electric Wizard? Noi crediamo che dopo qualche istante passato a guardarsi in cagnesco, avrebbero imbracciato gli strumenti.

Il vostro nome mette subito in chiaro le vostre origini geografiche, siete orgogliosi della vostra terra?

Ci puoi giurare! La Puglia è uno dei migliori Sud del mondo! I pugliesi hanno la commistione delle culture nel sangue. L’ultimo scoglio d’Europa, che guarda all’Africa e a Levante…

Vi sentite a vostro agio nel panorama italiano? Seguite la scena? C'è qualcuno che vi piace particolarmente?

Ci stiamo ancora facendo le ossa, ma ciò che ci fa sentire a nostro agio è proprio che la scena c’è ed è viva. Solo da noi sono innumerevoli i gruppi che dicono la loro su piano nazionale e internazionale e in diversi generi, ad esempio Watthafuck!?, Banana Mayor, Back Jumper, The Moregunfield, Atwa Trio, Skingarov, Angelo Sava Folgore, Stip ‘ca Groove, La Confraternità del Purgatorio, Uncle Jungle, Madre de Dios, Bob Cillo, Angela Esmeralda&Sebastiano Lillo, The Whip Hand, Vinterblot, Cancrena, Human Slaughterhouse, Assaulter, The Ossuary, Natron…solo per citarne alcuni.

La musica live anno dopo anno si assottiglia sempre di più, solo pochi nomi riescono a fare veri e propri tour, con la fascia medio/bassa ferma al palo. Quanto si rischia una estinzione dei concerti negli anni futuri?!

Malgrado le difficoltà che si possono incontrare, c’è davvero tanta gente che si dà da fare per smuovere le cose, che si organizza per staccarsi dal palo. Realtà che non solo promuovono la musica del territorio, ma che s’impegnano anche a portare qui tanti artisti da tutt’Italia e dall’estero. Due per tutte, Tigersuit Events e A Desert Odyssey.

I talent show sono la morte della musica?

Sì. Pensiamo che i talent show rappresentino un’idea della musica calata dall’alto per soddisfare canoni che sono prettamente commerciali. Siamo invece convinti che la musica debba nascere dal basso.

Immaginate un tour infinito, portate in viaggio con voi un libro, disco e sogno da voler realizzare.

Come libro La Terra del Blues, di Alan Lomax, come disco Welcome To Sky Valley – Kyuss, e come sogno.. di tornare in attivo!

Angelo Sava
febbraio, 2016