Lo scorso 29 Gennaio è uscito Raise (We Were Never Being Boring Records) il nuovo lavoro dei Brothers In Law. Giacomo, Nicola, Andrea e la new entry Lorenzo sfoggiano in questa ultima fatica un album sofisticato che rimane fedele per tutta la sua durata alla concezione di ballad. Amalgamando a questa proprietà, ariose trame dream-pop, a tratti travolte da improvvise scosse ritmiche che nel loro dinamismo accompagnano il concludersi dei brani, formula presente in tutto il disco, dosi di psichedelia negli ultimi respiri ne colorano i contorni allontanando i Bil dagli schemi del passato. Da No More Tears in poi, vira su uno spazio aperto senza tempo, scoprendo così il suo apice, più ci si avvicina ai rintocchi finali, più si arriva infondo al tramonto e “Tear Apart II” è il centro del fuoco prima dell’epilogo all’orizzonte. Non è un disco comune, distante dal precedente Hard Times For Dreamers, quando sembra aver detto tutto, muta la sua forma in malinconia pomeridiana, una tachicardia che aumenta i suoi giri brano per brano, una sindrome che quasi duella con i testi di Giacomo, che invitano a rialzarsi, a non accettare l’abitudine, incitando a vivere le proprie aspirazioni liberamente, dimenticando le congetture del nostro tempo. Ho incontrato giorni fa Giacomo e Nicola per una passeggiata in spiaggia, chiacchierando di vita e di musica e di quanto quest’ultime si mescolano tra loro, Giacomo ricorda spesso quanto sia importante credere in quello che si fa anche quando l’ambiente circostante non comprenda le proprie scelte, di quanto i dischi ascoltati in momenti di fragilità, possano medicare le ferite. Nicola, invece, rammenta quanto è stato importante da bambino scoprire la musica tramite la televisione e quanto questo nell’era moderna sia impossibile “ero piccolo, ho visto una band suonare, ho visto la Vita”. Il sogno di entrambi, è quello di vivere un giorno in una casa immersa nella natura, conciliando gli affetti alla musica, prendendo tutto il tempo che si vuole per chiudere un album dagli ingranaggi perfetti. I Brothers In Law sono sbocciati nella più naturale e biologica maturità artistica. No More Tears.


Lo scorso 29 Gennaio è uscito Raise (We Were Never Being Boring Records) il nuovo lavoro dei Brothers In Law. Giacomo, Nicola, Andrea e la new entry Lorenzo sfoggiano in questa ultima fatica un album sofisticato che rimane fedele per tutta la sua durata alla concezione di ballad. Amalgamando a questa proprietà, ariose trame dream-pop, a tratti travolte da improvvise scosse ritmiche che nel loro dinamismo accompagnano il concludersi dei brani, formula presente in tutto il disco, dosi di psichedelia negli ultimi respiri ne colorano i contorni allontanando i Bil dagli schemi del passato. Da No More Tears in poi, vira su uno spazio aperto senza tempo, scoprendo così il suo apice, più ci si avvicina ai rintocchi finali, più si arriva infondo al tramonto e “Tear Apart II” è il centro del fuoco prima dell’epilogo all’orizzonte. Non è un disco comune, distante dal precedente Hard Times For Dreamers, quando sembra aver detto tutto, muta la sua forma in malinconia pomeridiana, una tachicardia che aumenta i suoi giri brano per brano, una sindrome che quasi duella con i testi di Giacomo, che invitano a rialzarsi, a non accettare l’abitudine, incitando a vivere le proprie aspirazioni liberamente, dimenticando le congetture del nostro tempo. Ho incontrato giorni fa Giacomo e Nicola per una passeggiata in spiaggia, chiacchierando di vita e di musica e di quanto quest’ultime si mescolano tra loro, Giacomo ricorda spesso quanto sia importante credere in quello che si fa anche quando l’ambiente circostante non comprenda le proprie scelte, di quanto i dischi ascoltati in momenti di fragilità, possano medicare le ferite. Nicola, invece, rammenta quanto è stato importante da bambino scoprire la musica tramite la televisione e quanto questo nell’era moderna sia impossibile “ero piccolo, ho visto una band suonare, ho visto la Vita”. Il sogno di entrambi, è quello di vivere un giorno in una casa immersa nella natura, conciliando gli affetti alla musica, prendendo tutto il tempo che si vuole per chiudere un album dagli ingranaggi perfetti. I Brothers In Law sono sbocciati nella più naturale e biologica maturità artistica. No More Tears.


Angelo Sava
febbraio, 2016


Angelo Sava
febbraio, 2016