Fuzz Days è il nuovo album de Gli Sportivi. Anche in questo episodio Lorenzo e Nicola rimangono aggrappati al blues e al rock’n’roll, in quest’ultima fatica i colori vintage vanno a mescolarsi spesso e volentieri con le tonalità sabbiose dello stoner, granulosità che spesso e volentieri si adagiano sui divani straziati del garage. Fuzz Days è un disco da metabolizzare piano, come la valvola prende il suo tempo per assumere colore, Gli Sportivi sussurrano senza fretta il loro essere fuori dal tempo, beati loro.



L’impressione è che band come la vostra stiano un po’ scomparendo, che pensate dell’attuale scena made in italy?


Non saprei, mi capita spesso di sentire molte band italiane valide che spaziano tra i generi più vari, probabilmente si sta perdendo l’identità nazionale ma non lo vedo come un problema. Nella musica, secondo me, non dovrebbero esistere questo tipo di limiti, territoriali e linguistici. La musica è pura espressione e per essere genuina deve trasmettere emozioni, che non hanno lingua ne nazionalità.


Rock ‘n’ Roll e Stoner sono le influenze visibili ad occhio nudo, cos’altro si nasconde nel vostro background?


Io personalmente sono cresciuto ascoltando Jimi Hendrix, Pink Floyd, Nirvana, e tutto il rock anni 70, Santana, Led Zeppelin, Jefferson Airplanes, the doors ma ho dedicato molto tempo anche all’ascolto di Elvis, Gene Vincent, blues (John Lee Hooker, Leadbelly, Skip James tra i tanti) e grunge, stoner, noise tipo Melvins, Earth, Sonic Youth. Circa 10 anni fa ero andato in fissa con Miles Davis tanto che iniziai anche a suonare la tromba. Oggi ascolto di tutto, se una canzone è bella, è bella punto e basta a prescindere dal genere. Traggo ispirazione per i brani degli sportivi da qualsiasi cosa mi comunichi qualcosa.


Bob Dylan ha vinto il Nobel per la letteratura, vi aspettavate che la penna di un musicista potesse ricevere un riconoscimento simile?


Sinceramente non saprei cosa dire, reputo Bob Dylan un grande cantautore con una enorme capacità comunicativa. Sono sicuro che se l’è meritato.


C’è una paura o una fobia che portate con voi dall’infanzia?


Parlo per me (Lorenzo). No, Io non ho paura di niente.


Di Fuzz Days mi piace molto la ballad “Diamond”, ci ho visto all’interno i primi Weezer e qualche lieve contorno alla T-rex, dopo averla ascoltata ho ripreso a fumare..


Ahahah sono contento che ti piaccia. In realtà Diamond è un brano che avevo scritto per puro piacere personale, non ero neanche sicuro di inserirla nel disco ma poi Nicola mi ha convinto. Mi è venuta di getto una sera mentre suonavo la chitarra acustica in divano. Il fumo è un brutto vizio ma è sempre bello.


Descrivete il vostro interland, il veneto è un buon posto da dove incominciare a suonare?


Al momento in provincia di Venezia c’è una scena hard core molto attiva, che collega tutti le realtà simili d’italia e non. Il bello è che non è limitata all’hard core puro ma si estende anche ad altri generi compatibili con quel tipo di ascoltatori. Credo che sia un bel momento per una band che vuole iniziare.


Tour lunghissimo, portate con voi un disco, libro e sogno da voler realizzare.


E’ dura selezionare un disco tra tutti quelli che mi piacciono, probabilmente porterei the dark side of the moon dei pink floyd. Come libro proprio non saprei, non sono un intellettuale, quando viaggio mi porto dietro dei manuali di acustica, tecniche di microfonaggio e di registrazione. L’unico mio desiderio, più che sogno, è quello di essere sereno ed in pace con me stesso, magari facendo un bel tour in posti strepitosi.




Angelo Sava
ottobre, 2016

Fuzz Days è il nuovo album de Gli Sportivi. Anche in questo episodio Lorenzo e Nicola rimangono aggrappati al blues e al rock’n’roll, in quest’ultima fatica i colori vintage vanno a mescolarsi spesso e volentieri con le tonalità sabbiose dello stoner, granulosità che spesso e volentieri si adagiano sui divani straziati del garage. Fuzz Days è un disco da metabolizzare piano, come la valvola prende il suo tempo per assumere colore, Gli Sportivi sussurrano senza fretta il loro essere fuori dal tempo, beati loro.


L’impressione è che band come la vostra stiano un po’ scomparendo, che pensate dell’attuale scena made in italy?

Non saprei, mi capita spesso di sentire molte band italiane valide che spaziano tra i generi più vari, probabilmente si sta perdendo l’identità nazionale ma non lo vedo come un problema. Nella musica, secondo me, non dovrebbero esistere questo tipo di limiti, territoriali e linguistici. La musica è pura espressione e per essere genuina deve trasmettere emozioni, che non hanno lingua ne nazionalità.

Rock ‘n’ Roll e Stoner sono le influenze visibili ad occhio nudo, cos’altro si nasconde nel vostro background?

Io personalmente sono cresciuto ascoltando Jimi Hendrix, Pink Floyd, Nirvana, e tutto il rock anni 70, Santana, Led Zeppelin, Jefferson Airplanes, the doors ma ho dedicato molto tempo anche all’ascolto di Elvis, Gene Vincent, blues (John Lee Hooker, Leadbelly, Skip James tra i tanti) e grunge, stoner, noise tipo Melvins, Earth, Sonic Youth. Circa 10 anni fa ero andato in fissa con Miles Davis tanto che iniziai anche a suonare la tromba. Oggi ascolto di tutto, se una canzone è bella, è bella punto e basta a prescindere dal genere. Traggo ispirazione per i brani degli sportivi da qualsiasi cosa mi comunichi qualcosa.

Bob Dylan ha vinto il Nobel per la letteratura, vi aspettavate che la penna di un musicista potesse ricevere un riconoscimento simile?

Sinceramente non saprei cosa dire, reputo Bob Dylan un grande cantautore con una enorme capacità comunicativa. Sono sicuro che se l’è meritato.

C’è una paura o una fobia che portate con voi dall’infanzia?

Parlo per me (Lorenzo). No, Io non ho paura di niente.

Di Fuzz Days mi piace molto la ballad “Diamond”, ci ho visto all’interno i primi Weezer e qualche lieve contorno alla T-rex, dopo averla ascoltata ho ripreso a fumare..

Ahahah sono contento che ti piaccia. In realtà Diamond è un brano che avevo scritto per puro piacere personale, non ero neanche sicuro di inserirla nel disco ma poi Nicola mi ha convinto. Mi è venuta di getto una sera mentre suonavo la chitarra acustica in divano. Il fumo è un brutto vizio ma è sempre bello.

Descrivete il vostro interland, il veneto è un buon posto da dove incominciare a suonare?

Al momento in provincia di Venezia c’è una scena hard core molto attiva, che collega tutti le realtà simili d’italia e non. Il bello è che non è limitata all’hard core puro ma si estende anche ad altri generi compatibili con quel tipo di ascoltatori. Credo che sia un bel momento per una band che vuole iniziare.

Tour lunghissimo, portate con voi un disco, libro e sogno da voler realizzare.

E’ dura selezionare un disco tra tutti quelli che mi piacciono, probabilmente porterei the dark side of the moon dei pink floyd. Come libro proprio non saprei, non sono un intellettuale, quando viaggio mi porto dietro dei manuali di acustica, tecniche di microfonaggio e di registrazione. L’unico mio desiderio, più che sogno, è quello di essere sereno ed in pace con me stesso, magari facendo un bel tour in posti strepitosi.



Angelo Sava
ottobre, 2016