Lo scorso 15 Gennaio è uscito Sheena, l’ultimo ep di Teta Colamonaco in arte Teta Mona, da vent’anni la cantautrice di Altamura gira il mondo portando in giro la sua musica, Londra e New York su tutte, sono state mete importanti per la formazione del suo percorso artistico.
Ho raggiunto Teta telefonicamente per scambiare quattro chiacchiere sulla sua ultima fatica;



Ascoltando il materiale del passato, riscontro un cambiamento radicale dal cantautorato dei primi anni, alla forte influenza reggae presente in Sheena.


In realtà sono ancora molto legata al cantautorato, il Folk degli anni 60 e il Jazz sono tutt’oggi parte di me, la produzione del disco è opera di Prince Jaguar, questo è il motivo principale del cambiamento. Questo lavoro rispecchia le mie origini, sottolineando il mio ritorno in patria. Nella mia terra la scena reggae è molto attiva, vantiamo solo ad Altamura tre sound importanti, sono felice che questo lavoro racconti il luogo in cui sono nata.


Mettendo a paragone l’Italia con le altre realtà del mondo che hanno fatto parte del tuo percorso, quali differenze cogli maggiormente?


L’Inghilterra è più meritocratica, se vali ti aiutano a crescere. In Italia è diverso, probabilmente qui non mi conoscono in molti, allo stesso tempo sento come priorità il gratificare me stessa prima degli altri.


Mtv e le sue derivanti, a fine anni 90, portavano una fetta di musica (bella e brutta) alla portata di tutti. Adesso la situazione è molto diversa. La rete è un bacino ricco e dispersivo, un adolescente di oggi ha più difficoltà nel approcciarsi alla musica?


La programmazione di Mtv, riviste come Rumore o Il Mucchio Selvaggio sono state importanti mezzi che mi hanno portato ad appassionarmi alla musica e ai suoi personaggi. Adesso per un adolescente è sicuramente più difficile, si guarda molto all’estetica del videoclip e delle sue immagini che al contenuto stesso del prodotto. Adesso gli input sono indicibili, spero attraverso la mia musica di comunicare dei valori importanti che non siano di perdizione come va di moda in questi anni.


Quasi dieci anni fa il nemico numero uno dell’industria discografica era il free download, ai giorni nostri lo streaming ha impigrito anche la voglia di possedere i brani nel nostro hard disk, se dovessimo perdere il wifi saremmo spacciati.


Infatti, forse è per questo motivo che si è tornato al vinile, i miei dischi da vent’anni vantano un supporto antico come quest’ultimo. Il gira dischi è un’opportunità per tornare a un modello genuino di musica, anche la cassetta ha il suo fascino. Allo stesso tempo bisogna seguire il flusso della musica liquida, sono i nostri anni. Per quanto riguarda me, se c’è un disco che mi piace, lo vado a comprare.


Tornando a Sheena, parlaci dei suoi contenuti.


Un lavoro profondissimo, è difficile spiegarlo in poche parole. Riassume in quattro canzoni, dieci anni della mia vita, è molto complesso. Sheena, probabilmente è il brano più accessibile, il mio canto è volutamente altissimo, in Rude Boy sono tornata un po’ alle base della reggae music old school. In Callie Apple consiglio il ritorno alle origini, c’è tanta natura in questo brano e allo stesso tempo ho cercato di sfatare gli stereotipi che fanno della reggae e della dub, generi che debbano per forza essere accostati alla marijuana, infine, Stronger Then Pain è stato il primo esperimento, in origine era un brano eseguito al pianoforte per far del bene a qualcuno a livello energetico, è stato in un secondo momento riarrangiato, lo step primordiale che poi ha dato vita a Sheena Ep.


Cosa c’è nel futuro di Teta Mona?


Bollono parecchie pentole, c’è da aspettare, speriamo bene!


Immagina un tour infinito, devi portare con te un disco, un libro e un sogno.


In dieci anni di carriera ho girato parecchio, sono arrivata alla conclusione che un tour infinito è un incubo senza un letto comodo e probabilmente il sogno è proprio averne uno.
Disco; Amy Winehouse - Back To Black
Libro; José Saramago - Memoriale Del Convento




Angelo Sava
febbraio, 2016

Lo scorso 15 Gennaio è uscito Sheena, l’ultimo ep di Teta Colamonaco in arte Teta Mona, da vent’anni la cantautrice di Altamura gira il mondo portando in giro la sua musica, Londra e New York su tutte, sono state mete importanti per la formazione del suo percorso artistico.
Ho raggiunto Teta telefonicamente per scambiare quattro chiacchiere sulla sua ultima fatica;


Ascoltando il materiale del passato, riscontro un cambiamento radicale dal cantautorato dei primi anni, alla forte influenza reggae presente in Sheena.

In realtà sono ancora molto legata al cantautorato, il Folk degli anni 60 e il Jazz sono tutt’oggi parte di me, la produzione del disco è opera di Prince Jaguar, questo è il motivo principale del cambiamento. Questo lavoro rispecchia le mie origini, sottolineando il mio ritorno in patria. Nella mia terra la scena reggae è molto attiva, vantiamo solo ad Altamura tre sound importanti, sono felice che questo lavoro racconti il luogo in cui sono nata.

Mettendo a paragone l’Italia con le altre realtà del mondo che hanno fatto parte del tuo percorso, quali differenze cogli maggiormente?

L’Inghilterra è più meritocratica, se vali ti aiutano a crescere. In Italia è diverso, probabilmente qui non mi conoscono in molti, allo stesso tempo sento come priorità il gratificare me stessa prima degli altri.

Mtv e le sue derivanti, a fine anni 90, portavano una fetta di musica (bella e brutta) alla portata di tutti. Adesso la situazione è molto diversa. La rete è un bacino ricco e dispersivo, un adolescente di oggi ha più difficoltà nel approcciarsi alla musica?

La programmazione di Mtv, riviste come Rumore o Il Mucchio Selvaggio sono state importanti mezzi che mi hanno portato ad appassionarmi alla musica e ai suoi personaggi. Adesso per un adolescente è sicuramente più difficile, si guarda molto all’estetica del videoclip e delle sue immagini che al contenuto stesso del prodotto. Adesso gli input sono indicibili, spero attraverso la mia musica di comunicare dei valori importanti che non siano di perdizione come va di moda in questi anni.

Quasi dieci anni fa il nemico numero uno dell’industria discografica era il free download, ai giorni nostri lo streaming ha impigrito anche la voglia di possedere i brani nel nostro hard disk, se dovessimo perdere il wifi saremmo spacciati.

Infatti, forse è per questo motivo che si è tornato al vinile, i miei dischi da vent’anni vantano un supporto antico come quest’ultimo. Il gira dischi è un’opportunità per tornare a un modello genuino di musica, anche la cassetta ha il suo fascino. Allo stesso tempo bisogna seguire il flusso della musica liquida, sono i nostri anni. Per quanto riguarda me, se c’è un disco che mi piace, lo vado a comprare.

Tornando a Sheena, parlaci dei suoi contenuti.

Un lavoro profondissimo, è difficile spiegarlo in poche parole. Riassume in quattro canzoni, dieci anni della mia vita, è molto complesso. Sheena, probabilmente è il brano più accessibile, il mio canto è volutamente altissimo, in Rude Boy sono tornata un po’ alle base della reggae music old school. In Callie Apple consiglio il ritorno alle origini, c’è tanta natura in questo brano e allo stesso tempo ho cercato di sfatare gli stereotipi che fanno della reggae e della dub, generi che debbano per forza essere accostati alla marijuana, infine, Stronger Then Pain è stato il primo esperimento, in origine era un brano eseguito al pianoforte per far del bene a qualcuno a livello energetico, è stato in un secondo momento riarrangiato, lo step primordiale che poi ha dato vita a Sheena Ep.

Cosa c’è nel futuro di Teta Mona?

Bollono parecchie pentole, c’è da aspettare, speriamo bene!

Immagina un tour infinito, devi portare con te un disco, un libro e un sogno.

In dieci anni di carriera ho girato parecchio, sono arrivata alla conclusione che un tour infinito è un incubo senza un letto comodo e probabilmente il sogno è proprio averne uno.
Disco; Amy Winehouse - Back To Black
Libro; José Saramago - Memoriale Del Convento


Angelo Sava
febbraio, 2016