Esser punk nel 2017 è difficile, soprattutto se si imbraccia la chitarra acustica. In bilico tra l’ironia e la voglia di manifestare il proprio disagio nei confronti della vita quotidiana, Silvia Sicks (o meglio, Tunonna) ha confezionato Buono (Ua dischi e fumetti - 2017), un lavoro di dieci tracce che la allontanano definitivamente da quella cover di “Pagliaccio di Ghiaccio” che l’aveva fatta conoscere ai più, portandola ad un livello successivo di maturità. Tra una collaborazione con Zero Calcare (che ha curato il fumetto allegato al disco) e numerosi mini tour salendo e scendendo lo stivale, Tunonna all’oggi è una bellissima realtà cantautorale a cui auguriamo il meglio per il suo percorso nella musica indipendente. L’abbiamo incontrata per scambiare qualche domanda.



Ciao Silvia, come stai? Da quel famoso e primordiale upload su you tube all’oggi cosa è cambiato?


Mica tanto, le canzoni sceme e registrate male le faccio da una vita in cameretta, è cambiato solo che per la prima volta sono state registrate e arrangiate per bene in uno studio (Cinque Quarti Music Studio di Roma)!


Le tue canzoni sono molto istintive, una chiave cantautorale che vive in perenne equilibrio tra dramma e ironia. La curiosità spinge nel chiederti cosa fai durante le giornate e cosa fai nella vita musica a parte.


Nella vita faccio l’illustratrice e la fumettista, ma non ci campo, quindi nella vita faccio la barista in un baretto di quartiere, di quelli con la clientela fissa, i vecchi che vogliono chiacchierare, i negozianti del circondario che si lamentano che non arrivano a fine mese. Prima di questo ho lavorato per anni in un cinema di quartiere, con la clientela fissa, i vecchi che vogliono lo sconto e sbagliano i titoli dei film e le coppiette che andavano a vedere i film per pomiciare. Prima ancora in una pizzeria di quartiere, in un negozio di parrucche di quartiere ecc ecc. Sono sempre stata in mezzo alla gente, forse anche questo mi ha insegnato a sdrammatizzare, anche quando ti rode fortissimo e vorresti spaccare tutto ma non puoi farlo davanti a una vecchietta che ci mette 6 ore a contare gli spicciolini per pagare mentre la gente in fila bestemmia.


Spesso hai collaborato con altri artisti, tra questi spicca anche Zerocalcare. In questi anni disagiati, in cui far diventare la musica una professione è diventato utopia, almeno la chiave dell’aggregazione e del conoscere gente nuova annullando l’handicap dei km sembra esser rimasta intatta. In questo la musica continua a non avere limiti?


Sicuramente la musica, o almeno l’ambiente musicale di cui faccio parte, è una delle poche cose che ti fa credere negli altri. Lo spirito nell’ambiente D.I.Y. e underground è forte e intatto, siamo tutti consapevoli delle difficoltà e i paletti che abbiamo intorno e per questo il supporto che ci diamo è incondizionato.


Quale è stato l’ultimo ascolto che ti ha fatto dire “wow!” ?


Eh, questa è difficile...ho visto e sentito un sacco di gruppi ultimamente che mi hanno fomentato tantissimo, però che proprio ho detto “wow!” è stato quando ho sentito gli Actionmen, secondo me uno dei migliori gruppi di sempre, quando li ho visti dal vivo poi sono rimasta senza parole!


Registraci qualcosa col telefono, tipo una chiacchiera con la vicina o l’acquisto di una birra dall’emporio sotto casa


Esser punk nel 2017 è difficile, soprattutto se si imbraccia la chitarra acustica. In bilico tra l’ironia e la voglia di manifestare il proprio disagio nei confronti della vita quotidiana, Silvia Sicks (o meglio, Tunonna) ha confezionato Buono (Ua dischi e fumetti - 2017), un lavoro di dieci tracce che la allontanano definitivamente da quella cover di “Pagliaccio di Ghiaccio” che l’aveva fatta conoscere ai più, portandola ad un livello successivo di maturità. Tra una collaborazione con Zero Calcare (che ha curato il fumetto allegato al disco) e numerosi mini tour salendo e scendendo lo stivale, Tunonna all’oggi è una bellissima realtà cantautorale a cui auguriamo il meglio per il suo percorso nella musica indipendente. L’abbiamo incontrata per scambiare qualche domanda.


Ciao Silvia, come stai? Da quel famoso e primordiale upload su you tube all’oggi cosa è cambiato?

Mica tanto, le canzoni sceme e registrate male le faccio da una vita in cameretta, è cambiato solo che per la prima volta sono state registrate e arrangiate per bene in uno studio (Cinque Quarti Music Studio di Roma)!

Le tue canzoni sono molto istintive, una chiave cantautorale che vive in perenne equilibrio tra dramma e ironia. La curiosità spinge nel chiederti cosa fai durante le giornate e cosa fai nella vita musica a parte.

Nella vita faccio l’illustratrice e la fumettista, ma non ci campo, quindi nella vita faccio la barista in un baretto di quartiere, di quelli con la clientela fissa, i vecchi che vogliono chiacchierare, i negozianti del circondario che si lamentano che non arrivano a fine mese. Prima di questo ho lavorato per anni in un cinema di quartiere, con la clientela fissa, i vecchi che vogliono lo sconto e sbagliano i titoli dei film e le coppiette che andavano a vedere i film per pomiciare. Prima ancora in una pizzeria di quartiere, in un negozio di parrucche di quartiere ecc ecc. Sono sempre stata in mezzo alla gente, forse anche questo mi ha insegnato a sdrammatizzare, anche quando ti rode fortissimo e vorresti spaccare tutto ma non puoi farlo davanti a una vecchietta che ci mette 6 ore a contare gli spicciolini per pagare mentre la gente in fila bestemmia.

Spesso hai collaborato con altri artisti, tra questi spicca anche Zerocalcare. In questi anni disagiati, in cui far diventare la musica una professione è diventato utopia, almeno la chiave dell’aggregazione e del conoscere gente nuova annullando l’handicap dei km sembra esser rimasta intatta. In questo la musica continua a non avere limiti?

Sicuramente la musica, o almeno l’ambiente musicale di cui faccio parte, è una delle poche cose che ti fa credere negli altri. Lo spirito nell’ambiente D.I.Y. e underground è forte e intatto, siamo tutti consapevoli delle difficoltà e i paletti che abbiamo intorno e per questo il supporto che ci diamo è incondizionato.

Quale è stato l’ultimo ascolto che ti ha fatto dire “wow!” ?

Eh, questa è difficile...ho visto e sentito un sacco di gruppi ultimamente che mi hanno fomentato tantissimo, però che proprio ho detto “wow!” è stato quando ho sentito gli Actionmen, secondo me uno dei migliori gruppi di sempre, quando li ho visti dal vivo poi sono rimasta senza parole!

Registraci qualcosa col telefono, tipo una chiacchiera con la vicina o l’acquisto di una birra dall’emporio sotto casa



Tour lunghissimo, porta con te libro, disco e sogno da voler realizzare


mmm...libro (a fumetti) forse LMVDM di Gipi, album è difficilissimo! Mi sto immaginando un album in loop in macchina durante tutto il tour, poi finirei per odiarlo! Una compilation non vale eh? Sogno: la Peroni mi fa da sponsor e mi da la fornitura a vita e che tutte le pratiche burocratiche, dall’inps alla asl, vengano informatizzate e sbrigate online.




Angelo Sava
marzo, 2017



Tour lunghissimo, porta con te libro, disco e sogno da voler realizzare

mmm...libro (a fumetti) forse LMVDM di Gipi, album è difficilissimo! Mi sto immaginando un album in loop in macchina durante tutto il tour, poi finirei per odiarlo! Una compilation non vale eh? Sogno: la Peroni mi fa da sponsor e mi da la fornitura a vita e che tutte le pratiche burocratiche, dall’inps alla asl, vengano informatizzate e sbrigate online.



Angelo Sava
marzo, 2017